
15 Novembre 2009
da Alzheimer Research Forum - www.alzforum.org - Aggiornato al 27 Gennaio 2009
IMPORTANTE: Il contenuto è esclusivamente ad uso informativo e non intende in alcun modo sostituire la consulenza, la diagnosi e il trattamento professionale del medico. Chiedi sempre consiglio al tuo medico di riferimento.
Donepezil (Aricept ™)
ENA-713 (Exelon ™)
Galantamine (Reminyl ™)
Memantine (Namenda ™)
Tacrine (Cognex ™)
Alpha-tocopherol (Vitamin E)
Melatonin
Docosahexanoic Acid (DHA)/Omega-3 Fatty Acid
Fonte originale: http://www.alzforum.org/dis/tre/drt/default.asp
Marzo 2005
Nel 2003, sulla nota rivista scientifica The New England Journal of Medicine venne pubblicato un lavoro di ricerca dal titolo:
scaricabile, nella versione originale, QUI.
Reisberg e collaboratori testarono gli effetti di questa molecola su 252 persone appositamente arruolate. Di queste, 181 completarono la sperimentazione, e la conclusione fu la seguente, che riportiamo in lingua originale:
"Antiglutamatergic treatment reduced clinical deterioration in moderate-to-severe Alzheimer's disease, a phase associated with distress for patients and burden on caregivers, for which other treatments are not available."
In altre parole, secondo questo studio la memantina ha impedito al glutammato di svolgere un'azione dannosa nei confronti del suo proprio recettore riducendo di conseguenza il deterioramento neuronale causato da un ipereccitazione dei recettori del glutammato stesso, in pazienti con Malattia di Alzheimer in fase moderata-severa.
Molti di voi sapranno che la Memantina è stata approvata dalla Food and Drug Admimistration per il trattamento della Malattia di Alzheimer in fase moderata-severa, e rappresenta il capostipite di una nuova classe di farmaci per il trattamento della Malattia di Alzheimer. A partire dal Gennaio 2004, viene attualmente commercializzata negli Stati Uniti dall'azienda Forest Laboratories con il nome "Namenda". In Europa, la Memantina si trova in commercio sotto il nome Axura o Ebixa.

Struttura chimica della Memantina
La MEMANTINA (1) è un antagonista a bassa affinità del recettore NMDA (N-Metil-D-Aspartato). Si ritiene che l'ipereccitazione dei recettori NMDA esercitata dal glutammato, un neurotrasmettitore, sia alla base della malattia di Alzheimer. Il glutammato svolge infatti un ruolo importante nei processi di memoria e di apprendimento. L'eccitotossicità prodotta da livelli elevati di glutammato è ritenuta infatti essere responsabile delle alterazioni dei neuroni e dell'eventuale morte cellulare osservata nella Malattia di Alzheimer. E' stato ipotizzato che la Memantina blocchi in modo selettivo gli effetti dell'eccitotossicità del glutammato. E' un meccanismo d'azione completamente diverso da quello degli attuali trattamenti per l'Alzheimer, come ad esempio l'Aricept, che è un inibitore della colinesterasi.
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Uno studio che ha coinvolto 252 pazienti con forma moderata-severa della Malattia di Alzheimer ha mostrato dopo 6 mesi di trattamento con Memantina in dose di 10 mg due volte al dì, un significativo miglioramento nella funzione cognitiva e nelle attività giornaliere, e in generale del quadro clinico. Inoltre è stata osservata una riduzione della necessità di assistenza nei confronti del paziente. La Memantina non è risultata associata ad una significativa incidenza di eventi avversi. (2)
La Memantina deve essere utilizzata con molta precauzione nei pazienti con crisi epilettiche e nei soggetti con un recente infarto miocardico o che soffrono di insufficienza cardiaca o di ipertensione non controllata. E' necessario monitorare la funzionalità renale nei pazienti con insufficienza renale moderata adattando il dosaggio della Memantina. Per questo motivo, l'impiego della Memantina è sconsigliato nei pazienti con grave insufficienza renale. Deve essere evitata la concomitante somministrazione della Memantina con l'Amantadina, la Ketamina, il Destrometorfano ed altri antagonisti NMDA.
E' sconsigliabile l'assunzione della Memantina in gravidanza, e le donne che assumono Memantina non dovrebbero allattare. In generale, gli effetti indesiderati osservati durante il trattamento con Memantina sono lievi o moderati.
Le reazioni avverse più comuni, con un'incidenza sotto il 2 % sono: allucinazioni, confusione, vertigini, cefalea e spossatezza.
Effetti indesiderati non comuni sono: ansia, ipertonia, vomito, infezioni della vescica ed aumento della libido. Nei soggetti con storia di attacchi epilettici, la Memantina può facilitare l'insorgenza di crisi epilettiche.
Fonti: (1) Scheda tecnica Ebixa/Eudra; (2) Reisberg B et al, New England Journal of Medicine, 2003; 348: 1333-1341