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Si accendono nuove speranze per la cura
dell’Alzheimer: individuata a “La Sapienza” una delle probabili
proteine killer responsabile della devastante malattia
L’Alzheimer è una malattia che colpisce le
cellule del cervello, distruggendo memoria e personalità.
In Italia sono oggi circa 600 mila gli ammalati, con un’incidenza
che aumenta in misura crescente dopo i 65 anni, collocando l’Alzheimer
come una delle patologie dell’invecchiamento più frequenti.
Nonostante questo la conoscenza dei meccanismi che portano a tale
malattia è minima e purtroppo non vi sono ad oggi cure efficaci.
Una speranza viene dalla ricerca condotta nei laboratori del
dipartimento di Biologia cellulare e dello Sviluppo de “La
Sapienza” sotto la guida del prof. Michele Mazzanti che ha
identificato la funzione della proteina CLIC 1.
Questa proteina si trova nelle cellule microgliali, le
“sentinelle” che difendono il cervello dagli attacchi batterici e
da sostanze nocive. Quando le cellule aggrediscono l’amiloide,
sostanza ritenuta responsabile dell’Alzheimer, l’azione della
proteina CLIC1 promuove il rilascio di sostanze tossiche che
distruggono i neuroni. Rendere inattiva questa proteina killer
potrebbe significare contrastare l’avanzamento della malattia.
La scoperta, che apre nuove prospettive nella ricerca di una terapia
efficace per la malattia, verrà pubblicata sulla prestigiosa rivista
scientifica “Journal of Neuroscience”.
Per interviste:
prof. Michele Mazzanti
dipartimento di Biologia cellulare e dello sviluppo
tel. 06/4991.2683
e-mail: michele.mazzanti@uniroma1.it
Biografia di Alois Alzheimer
Alois Alzheimer nacque nel 1864 a Markbreit in Germania meridionale.
Dimostrando qualità eccellenti nelle materie scientifiche, egli studiò
medicina a Berlino, Tubingen e Wurzburg dove si laureò nel 1887. Iniziò a
lavorare a Francoforte, interessandosi a ricerche sulla
corteccia del cervello umano.
continua.....
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DEMENZA
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Nuove terapie
Nuovo farmaco contro
l'alzheimer. Un nuovo farmaco anti Alzheimer ha superato
la fase 2 di sperimentazione negli USA e Canada: si tratta
di ALZHEMED (NC531), una nuova molecola che inibisce la
deposizione di beta amiloide nel cervello. L'approccio
farmacologico è questa volta veramente nuovo, ed è
patogenetico: va cioè ad incidere sulla causa della
malattia e non solo sui sintomi |
Ricercatori
e Odontoiatri mettono sotto accusa mercurio e metalli
pesanti 
(22/03/2004)
La
letteratura scientifica e l'esperienza personale dei
pazienti parlano chiaro: sulla
poltrona del dentista ci si può ammalare anche
gravemente. Dalle ricorrenti crisi di cefalee, spesso
inspiegabili, alle depressioni, ai disturbi neurologici
e dermatologici, anche questi, talvolta, senza una
causa apparente
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