FATTORI DI RISCHIO E DI PROTEZIONE
I fattori di rischio sono condizioni e caratteristiche dello stile di vita la cui presenza favorisce, ma non determina con un meccanismo di causa-effetto, la comparsa di una malattia. Quelli di protezione invece potrebbero svolgere un ruolo protettivo nei confronti della malattia. Per il morbo di Alzheimer le nostre conoscenze sui fattori di rischio e di protezione sono tuttora in una fase iniziale: molte sono le ipotesi, ma poche le prove e gli indizi che consentono con sicurezza di fornire indicazioni preventive efficaci.
Età
L’età è il fattore di rischio più rilevante per le demenze, inclusa la malattia di Alzheimer. E’ importante rilevare che, anche se col passare degli anni le persone tendono a perdere la memoria, la stragrande maggioranza degli individui sopra gli ottant’anni è intellettualmente integra. Sebbene, quindi, le probabilità di contrarre la malattia di Alzheimer crescano con gli anni, la vecchiaia di per se stessa non è causa di tale malattia. Dati recenti sembrano, comunque, suggerire che problemi legati all’età come l’arteriosclerosi possano essere fattori di rischio importanti. Inoltre, poiché oggi si vive più a lungo che in passato, il numero di persone affette da malattia di Alzheimer o da altre forme di demenza sembra destinato ad aumentare.
Sesso
Il numero di donne affette da malattia di Alzheimer è sempre stato superiore a quello degli uomini. Questo dato comunque può essere ingannevole, perché le donne vivono mediamente più a lungo. A parità di durata della vita e in assenza di altre cause di morte, il numero di uomini affetti da malattia di Alzheimer potrebbe quindi equivalere al numero delle donne.
Familiarità
La presenza di un familiare con Alzheimer rappresenta un fattore di rischio su cui ancora i ricercatori stanno indagando. Se si escludono le forme di demenze ereditarie che riguardano solo l’1% dei casi, nel restante 99% vi è una quota del 25% per la quale è dimostrabile una familiarità genetica, mentre per l’altro 74% dei casi non è possibile rilevare alcun tipo di legame ereditario. Il rischio è analogo a quello di un figlio di un genitore con ipertensione arteriosa o col diabete: vi è, quindi, una predisposizione generica lievemente maggiore rispetto a quella di figli i cui genitori non sono affetti da demenza. Il rischio, per ora, non è quantificabile a priori. Nella grande maggioranza dei casi la malattia pertanto si manifesta in modo casuale, imprevedibile, senza una trasmissione genetica diretta.
Sindrome di Down
E’ stato scoperto un legame tra malattia di Alzheimer e cromosoma 21. Poiché la sindrome di Down è causata da un’anomalia di questo cromosoma, chi è affetto da sindrome di Down ha maggiori probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer, se raggiungerà la mezza età, pur non manifestando l’intera gamma dei sintomi.
Traumi cranici
Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che hanno subito un trauma cranico hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia di Alzheimer rispetto a quelle che invece non l’hanno subito.
Estrogeni
Alcuni studi epidemiologici hanno messo in evidenza una riduzione del rischio malattia di Alzheimer nelle donne che avevano fatto uso di estrogeni nel periodo successivo alla menopausa, attuando la cosiddetta terapia ormonale sostitutiva.
Istruzione
Diversi studi hanno dimostrato che le persona con un alto grado di istruzione presentano meno rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer rispetto agli altri. Questo fattore di protezione però va meglio indagato.
Farmaci antinfiammatori
Anche l’uso di farmaci antinfiammatori potrebbe determinare una riduzione del rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Il ruolo protettivo dei farmaci antinfiammatori è confortato da numerosi studi, tuttavia deve essere ancora confermato attraverso indagini approfondite.
Fonti:
- Alzheimer’s Association USA Alzheimer Society of Canada Alzheimer Europe
- Le demenze Una guida per i familiari a cura di GRG