
La malattia di Alzheimer, descritta per la prima volta nel 1907 dal neurologo tedesco Aloïs Alzheimer, è la più frequente causa di demenza nei paesi occidentali. Il numero dei malati aumenta con l'età; meno dell'1% degli individui al di sotto dei 65 anni ne risulta affetto, mentre sono colpiti il 4-7% degli ultrasessantacinquenni e circa il 20% degli ultraottantenni. La malattia di Alzheimer è un processo degenerativo che, per cause non ancora chiarite, distrugge lentamente e progressivamente le cellule del cervello. In pratica, all’esterno del neurone si verifica la formazione di caratteristiche placche, frutto della deposizione di una sostanza chiamata “beta amiloide”; all’interno, invece, si producono particolari strutture chiamate “grovigli neurofibrillari”. Oltre a ciò, nel cervello si assiste ad una forte diminuzione della acetilcolina, un neurotrasmettitore legato direttamente alla funzione della memoria e ad altre funzioni intellettuali. I neuroni, quindi, non sono più in grado di trasmettere gli impulsi nervosi: da qui nascono i sintomi caratteristici della malattia, come perdita della memoria e difficoltà di linguaggio. La malattia di Alzheimer si manifesta, oltre che con i tipici problemi di memoria, anche con altri disturbi come confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. Inizialmente i sintomi possono essere così lievi da passare inosservati, sia all'interessato che ai familiari e agli amici. Con il progredire della malattia, però, diventano sempre più evidenti e cominciano a interferire con le attività quotidiane e le relazioni sociali. Le difficoltà pratiche nelle più comuni attività quotidiane, come vestirsi, lavarsi, mangiare diventano a poco a poco così gravi da determinare, col tempo, la completa dipendenza dagli altri.
La malattia di Alzheimer comunque non è l’unica causa di demenza: esistono infatti altri disturbi correlati a questa condizione. I principali sono:
L’alcolismo, cioè l'assunzione prolungata e pesante di alcolici, può portare a una forma di demenza. Cessare completamente di bere e seguire una dieta equilibrata può indurre miglioramenti.
Si tratta di una malattia neurologica progressiva ed ereditaria che provoca un lento decadimento fisico e mentale. Si instaura di solito tra i trenta e i cinquant'anni, e tende a durare dai dieci ai venticinque anni. La malattia è trasmessa da un singolo gene dominante: il 50 % delle persone che hanno un genitore affetto da corea di Huntington svilupperanno la malattia, se vivono abbastanza a lungo per manifestarla.
La demenza multi-infartuale è provocata da una serie di piccoli infarti che interrompono il flusso del sangue in certe aree del cervello, provocando la morte delle cellule nervose. Le zone del cervello più colpite sono quelle che controllano la memoria, l'espressione, il linguaggio e l'apprendimento.
Questo disturbo è correlato a un tipo di demenza a evoluzione lenta, che si verifica come conseguenza di una malattia dei piccoli vasi sanguigni.
Correlata spesso alla malattia di Parkinson, questa forma di demenza viene anche individuata in circa il 20- 25 % delle persone malate di Alzheimer. E’ caratterizzata dalla presenza dei corpi del Lewy, piccole strutture sferiche contenenti proteine, nelle cellule nervose del cervello.
La malattia di Creutzfeldt-Jacob può essere trasmessa accidentalmente negli interventi chirurgici, ma sembra anche che possa essere ereditaria. Attualmente è molto dibattuto il problema se il bovino infetto da encefalopatia spungiforme bovina (BSE o “mucca pazza”) sia responsabile di casi di CJD negli umani.
Le persone affette da malattia di Parkinson tendono ad avere difficoltà a camminare, scrivere, vestirsi, ecc. perché perdono una forte percentuale del neurotrasmettitore dopamina, che aiuta a controllare il movimento. Una percentuale tra il 20 e il 30 % dei malati sviluppa la demenza negli ultimi stadi della malattia.
La malattia di Pick causa la lesione di cellule nervose principalmente nel lobo frontale del cervello che controlla il comportamento. Questa forma di demenza è spesso contrassegnata da notevoli cambiamenti nella personalità dell'individuo, che può diventare sgarbato, arrogante, comportarsi in modo sconveniente, in sostanza non rispettare le convenzioni sociali.
La sindrome di Down è causata da un’alterazione dei cromosomi: le persone affette da questa malattia hanno una copia in più del cromosoma 21 in ogni cellula del loro corpo. Da notare che purtroppo, una larga percentuale delle persone affette da SD che vivono oltre i quarant'anni, sviluppa la malattia di Alzheimer molto precocemente.
Questa malattia ereditaria si manifesta dapprima con la perdita dell'equilibrio e la scarsa coordinazione muscolare. Soltanto negli ultimi stadi compare anche la demenza.
Fonti:
- Vivere con un malato di Alzheimer Edizione italiana tratta da Alzheimer's Disease - Help for Caregivers Copyright 1994 Organizzazione Mondiale della Sanità Divisione Salute Mentale Organizzazione Mondiale della Sanità Ginevra, OMS 1994
- Le demenze Una guida per i famigliari a cura di GRG Alzheimer Society Canada Alzheimer Europe.
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